banchetto con carne e spettri

testo poetico di Giulia Barsuola

Banchetto con carne e spettri.

Non rimanere lì in piedi.

Ci siamo tutti ormai. Ti stiamo aspettando.

Perché non entri? Perché non ti siedi con noi?

Non ti faremo mancare nulla. Mani, gambe, ossa nella carne, pelle, bocche spalancate in un grido, bocche imbavagliate, bocche imploranti.

Hai forse paura?

Sono queste urla, lo so.

Sono queste ombre di carne e sudore, nuotano nell’aria legate alla terra.

E la loro risata secca e sottile trapassa questo tempo vuoto.

Ti aspetta il sacrificio silenzioso di chi urlerebbe amen se avesse la lingua.

Santità scivolosa, afferrata e poi persa.

E carne di donna su una mensa lucida.

Disossata e fatta a pezzi per essere sbranata da bocche che hanno fame.

Plasmata e ricucita per ghermire la bellezza della sua pelle che si scioglie, delle sue membra che si sfaldano.

È un banchetto con carne e spettri.

Perché non ti siedi con noi?

Giulia Barsuola

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