finchè morte non ci separi
stella(Stefania Gagliano) e Roberta Savani a confronto

“La morte è solo un cambio d’abito”, sostiene Roberta Savani. E’ buffo: se dovessi definire la morte direi che è la condanna inevitabilmente inflittaci dalla vita. Direi che il nostro primo respiro è stato il nostro primo passo verso la morte, che siamo in corruzione, giorno dopo giorno.

La morte non è il punto della questione dei miei lavori. Piuttosto lo è la mutevolezza, non solo fisica e quindi oggettiva ma anche e soprattutto del nostro io più intimo, delle nostre emozioni, del nostro sentire, della nostra percezione e visione del mondo.

Vanità in quanto tutto ciò che ci compete è destinato a corrompersi, a non esserci più, a venire sostituito da un nuovo pensiero o da un nuovo stato d’animo…o dalla polvere.

Nel fluire, nella mutevolezza, credo esista un forte punto di contatto con Roberta.

L’approdo in lei non sarà certo però un disfacimento. Piuttosto una trasformazione.

La vanità, la mutevolezza, il cambiamento, hanno una meta ben precisa. In lei non vi è perdita ma transizione di energie.

Secondo Roberta Savani: “La Vita terrena è il gradino più basso, il Corpo Fisico (che fisico di fatto non è ma è soltanto Energia), la Forma più pesante che ci impedisce e ci limita in quelle che sono le nostre immense potenzialità e margini di manovra.

I nostri poteri sopiti quando abbiamo consapevolmente scelto di intraprendere quest’avventura, quando ci libereremo, torneranno a riaffiorare dai recessi della memoria e ricordare cancellerà la Paura della Morte fisica. Niente Tempo niente Spazio nessuna Fine.”

La morte è solo un cambio d’abito proprio perchè il corpo è solo un impedimento, una costrizione al nostro spirito, che avrebbe in sé tutta la potenzialità di volare se solo non fosse così ancorato alla terra, se non si abituasse a calzare quel manto fatto di carne e di ossa, se si concedesse alla sua grandezza.

Secondo Roberta quando muore qualcuno non è la persona che stiamo perdendo ma solo il suo “involucro”. Secondo me invece anima e corpo non sono assolutamente due entità sconnesse. Anzi l’anima è solo uno dei tanti nomi che l’uomo ha dovuto inventarsi per consolarsi della propria finitezza.

“Finchè morte non ci separi” non allude a una promessa ma a una sostanziale divergenza di opinioni che io e Roberta abbiamo riscontrato nel percorso dialogico intrapreso in questi mesi di conoscenza.

Da questo contrasto ha preso vita la dialettica, dalle nostre differenze il reciproco arricchimento.

 

stella (Stefania Gagliano)

finchè morte non ci separi

dal 18 al 26 marzo 2017

@Saletta della Fondazione CR Carpi, corso Cabassi 4, Carpi(Mo)

sabato 18/03 ore 18:00 inaugurazione alla presenza delle artiste

orari di aperura:

mart/ven 11:00/19:00

sab/dom10:00/13:00 e 15:30/19:30

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